Agrigento informazioni e storia

Visitare Agrigento

Chiamata Girgenti fino al 1927, la città, capoluogo di provincia, comprende la zona più meridionale della Sicilia e conserva, intatte, le testimonianze della dominazione greca. Con un’attività industriale fra le più povere d’Italia e con le fabbriche relegate quasi tutte nella vicina Porto Empedocle, ad Agrigento è facile sentirsi trasportati in un’altra epoca, lontana. A frenare l’immaginazione, solo un indiscriminato e spesso sregolato sviluppo edilizio che ha seriamente danneggiato anche la zona vicino ai Templi. La città, conserva ancora un impianto urbanistico tipicamente greco, complice la conformazione collinare del terreno, con un’acropoli centro nevralgico della città, che degrada dolcemente verso il mare. Fondata dai Dori, in zona già abitata da autoctoni e greci, subì la dominazione dei Cartaginesi, poi dei Romani e infine dei Bizantini, sotto i quali decadde. Conquistata dagli Arabi nel 827, venne chiamata Girgenti, al posto del greco Akràgas, Agrigento. Nome che le rimase fino al 1927. Feudo dei Chiaramonte fino al 1392, seguì poi le sorti siciliane durante le dominazioni spagnole dell’isola.

Comune di Agrigento - Provincia di agrigento

Agrigento cosa vedere e cosa fare

Il nucleo cittadino è costituito dall’acropoli, un’altura su modello delle città greche, oggi sovrastata dal duomo bizantino risalente al XIV secolo. Di un secolo precedente, invece, la chiesa di Santo Spirito. Ma è sicuramente la celeberrima Valle dei Templi, ad attrarre il maggior numero di turisti ad Agrigento. Qui, da millenni, si stagliano, ben conservati, i templi greci di ordine dorico, costruiti in tufo giallo. Famosissimo il Tempio della Concordia, che conserva ancora il timpano sopra le solide colonne. Si tratta di uno fra i meglio conservati di tutta la Sicilia. Da non trascurare l’area archeologica, con il santuario rupestre dedicato a Demetra e Persefone e i resti di un villaggio greco-romano. In città, è visitabile anche il Museo Archeologico che raccoglie e archivia tutti gli oggetti rinvenuti negli scavi e documenta la vita della città, migliaia di anni fa. Molto nota e seguita è la Sagra del Mandorlo in Fiore, in febbraio, nella quale le tradizioni locali si mischiano con quelle di altre culture. All’interno della Sagra, infatti, ha luogo anche il Festival Internazionale del Folclore. Una buona ragione, per fare una scorpacciata di usi e costumi di diversi popoli, nello scenario fantastico della Valle dei Templi.